Tra le stanze e il giardino di Casa dell’Upupa, “Il nostro canto libero” ha trasformato il pomeriggio in un’esperienza di ascolto condiviso, dove musica e materia hanno trovato un equilibrio naturale.
Il violoncello di Marcello Sirotti e l’arpa di Susanna Bertuccioli hanno attraversato lo spazio come un unico flusso sonoro, intrecciando pagine di Bach, Vivaldi, Puccini, Villa-Lobos e composizioni originali in un dialogo continuo con l’ambiente e con le opere di Ilario Fioravanti.
Le vibrazioni degli strumenti hanno dato corpo alle forme e ai segni della casa, come se le figure in terracotta rispondessero alla musica, restituendo un’eco silenziosa a ogni nota.
Con il passare del tempo, l’ascolto si è trasformato in incontro. Dopo il concerto, il giardino ha accolto musicisti e pubblico in un’atmosfera informale e raccolta, fatta di conversazioni, scambi e curiosità condivise. Un momento di comunità nato spontaneamente, senza distanza tra chi suonava e chi ascoltava.
La serata ha confermato ancora una volta la natura della Casa dell’Upupa: un luogo dove l’arte non si conclude nella rappresentazione, ma continua nelle relazioni che genera.