3 ottobre: una giornata da non perdere
Una data unica per vivere due mondi che a Casa dell'Upupa si intrecciano da sempre: la memoria scritta e la memoria scolpita.
Una data unica per vivere due mondi che a Casa dell'Upupa si intrecciano da sempre: la memoria scritta e la memoria scolpita.
La mostra dell'Università di Bologna che rilegge sei sue opere architettoniche, dentro la Festa dell'Architettura FA2026.
Abbiamo partecipato alla conferenza "Corpo, colore, parola: memorie dall'universo poliedrico di Dario Fo", alla Biblioteca delle Oblate.
Quattro giovani talenti tra i 18 e i 20 anni, già diretti da Antonio Pappano al Maggio Musicale Fiorentino, si sono esibiti nel nostro salotto con “Da Vienna… verso Est” — Beethoven, Dvořák e Bartók — in collaborazione con Andrea Proietti Archettaio.
Abbiamo aperto le porte alla Collezione Bartoli: burattini e marionette raccolti in una vita dal maestro Giovanni Bartoli, tra Bologna, Praga, Romania, Cile e Stati Uniti. Mezzo secolo di teatro di figura, custodito qui a Sorrivoli.
Una "Cena dell'areale" nel giardino dell'Osteria dei Frati, con i prodotti delle osterie, botteghe e allevamenti del territorio: storie che si intrecciano tra un bicchiere e un piatto, circondati dalle opere di Ilario Fioravanti.
Le opere di Ilario Fioravanti sono arrivate al Palazzo del Bargello: acrobati, giocolieri e saltimbanchi sospesi tra leggerezza e malinconia.
Nella notte tra musica e stelle, Casa dell’Upupa si è trasformata in un osservatorio poetico a cielo aperto. “Sotto il cielo che suona…” ha intrecciato le canzoni della tradizione cantautorale italiana con l’osservazione della volta celeste, creando un dialogo inatteso tra suono e universo.
Il nostro canto libero ha intrecciato musica, arte e natura in un’esperienza di ascolto condiviso. Il concerto si è poi trasformato in un momento di incontro, confermando Casa dell’Upupa come luogo di cultura e relazioni.